04/07/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

BG IX.1

Dio, la Persona Suprema, disse: Mio caro Arjuna, poiché non sei invidioso di Me, ti rivelerò la conoscenza più segreta e la realizzazione più confidenziale, grazie a cui sarai sollevato dalle miserie dell’esistenza materiale.
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SPIEGAZIONE: Quanto più il devoto ascolta le glorie del Signore Supremo, tanto più la sua visione spirituale cresce. Questo metodo è raccomandato nello Śrīmad-Bhāgavatam: "Il messaggio di Dio, la Persona Suprema, è onnipotente e questa potenza la si può capire solo se si parla del Signore tra devoti. Né gli speculatori mentali né i dotti cattedratici possono essere di aiuto, perché si tratta di una conoscenza che dev’essere realizzata."

Il devoto è sempre assorto nel servizio del Signore. Constatando la sincerità della persona che ha adottato la coscienza di Kṛṣṇa, Dio le dà l’intelligenza necessaria a comprendere la scienza divina in compagnia di altri devoti. Il fatto stesso di parlare di Kṛṣṇa è così potente da assicurare il progresso sulla via della realizzazione spirituale a tutti coloro che hanno la fortuna di partecipare ai discorsi tra devoti sforzandosi di assimilarne il contenuto. Al fine d’incoraggiare Arjuna ad elevarsi sempre più nel suo potente servizio, Kṛṣṇa gli rivela, nel nono capitolo, una conoscenza ancora più segreta di quella rivelata fino a questo momento.

Il primo capitolo della Bhagavad-gītā rappresenta più o meno un’introduzione; il secondo e il terzo capitolo, che svelano una parte del sapere spirituale, sono detti "confidenziali". Il settimo e l’ottavo, trattando in particolare del servizio di devozione e approfondendo la nostra comprensione della coscienza di Kṛṣṇa, sono ancora "più confidenziali", ma il nono capitolo, che descrive la devozione pura, senza macchia, è definito "il più confidenziale", il più segreto di tutti. Chi possiede questa conoscenza di Kṛṣṇa, la più segreta, è situato sul piano trascendentale e pur vivendo ancora nel mondo materiale non è più soggetto alla sofferenza. Il Bhakti-rasāmṛta-sindhu afferma che una persona animata dal desiderio sincero di servire il Signore con amore dev’essere considerata già libera, anche se subisce ancora il condizionamento dell’esistenza materiale. La Bhagavad-gītā lo conferma nel decimo capitolo, asserendo che chiunque prenda parte al servizio d’amore del Signore è una persona liberata.

Occorre dare un’importanza particolare al primo verso di questo capitolo. Le parole idaṁ jñānam (questa conoscenza) si riferiscono al puro servizio di devozione, che comprende nove attività: ascoltare i discorsi che riguardano il Signore, glorificarLo, ricordarLo, servirLo, adorarLo, rivolgerGli preghiere, obbedirGli, legarsi in amicizia con Lui e abbandonarGli tutto. Queste nove pratiche devozionali ci elevano fino alla coscienza spirituale, la coscienza di Kṛṣṇa. Solo quando il cuore è purificato da ogni sporcizia materiale si può comprendere la scienza di Kṛṣṇa. Non è sufficiente capire che l’essere non è materiale. Questo è solo l’inizio della realizzazione spirituale, occorre poi saper distinguere le attività materiali legate al corpo dalle attività spirituali che compie chi sa di essere distinto da esso.

Nel settimo capitolo abbiamo parlato della potenza di Dio, la Persona Suprema, delle Sue diverse energie (la natura inferiore e superiore) e anche dell’intera manifestazione materiale. Ora il nono capitolo ci descriverà le glorie del Signore.

Soffermiamoci, in questo verso, sulla parola sanscrita anasūyave, "chi non invidia gli altri". Di solito i commentatori della Bhagavad-gītā, anche i più eruditi, sono invidiosi di Kṛṣṇa, Dio, la Persona Suprema, e ne commentano il testo in modo del tutto errato; poiché provano invidia per Kṛṣṇa, le loro osservazioni sono prive di valore. I commenti dei devoti del Signore, invece, sono autentici. Nessuno, se è malevolo, può spiegare la Bhagavad-gītā o trasmettere perfettamente la conoscenza di Kṛṣṇa; d’altra parte, chi critica Kṛṣṇa senza neppure conoscerLo è solo uno stupido. Si deve quindi accuratamente evitare di leggere tali commenti. Chiunque riconosca invece che Kṛṣṇa è Dio, la Persona Suprema pura e assoluta, avrà pieno beneficio dalla lettura di questi capitoli. ▴ chiudi

Lettera a Nayanabhirama 04/07/1971

Per quanto riguarda il fatto di studiare nell‘industria cinematografica, quell‘argomento è fuori questione. L‘industria di Krishna è già un buon impegno per noi.

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