BG XII.11
Se non puoi agire in questa coscienza divina, sforzati allora di rinunciare ai frutti del tuo lavoro e diventa consapevole della Tua natura spirituale.
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SPIEGAZIONE: Può accadere che per ragioni sociali, familiari, religiose o altro, una persona si trovi nell’impossibilità di sostenere le attività della coscienza di Kṛṣṇa. La famiglia può ostacolarla oppure possono nascere altri problemi, in questo caso si consiglia di sacrificare i frutti del proprio lavoro per una buona causa. Le regole vediche prescrivono a questo fine particolari opere (puṇya) nelle quali si possono investire i propri guadagni. Si può così giungere gradualmente alla conoscenza. A volte la gente che non nutre interesse per la coscienza di Kṛṣṇa devolve il suo denaro a un ospedale o a istituzioni di beneficenza. Questo genere di attività è qui ugualmente raccomandata, perché rinunciare ai frutti acquisiti con un duro lavoro purifica a poco a poco la mente e permette di comprendere la coscienza di Kṛṣṇa. Non si deve tuttavia dedurre che la coscienza di Kṛṣṇa dipenda da altre attività, perché è di per sé sufficiente a purificare la mente. Se per qualche ragione non ci si può votare interamente alla coscienza di Kṛṣṇa, si consiglia allora di donare i proventi del proprio lavoro, perché il servizio alla comunità, alla nazione o alla patria potrà un giorno condurre al servizio di devozione puro. La Bhagavad-gītā (18.46) dice a questo riguardo: yataḥ pravṛttir bhūtānām, se si decide di sacrificare qualcosa per la causa suprema senza sapere che questa causa è Kṛṣṇa, grazie a questo sacrificio si giungerà gradualmente a comprendere che Kṛṣṇa è questa causa suprema. ▴ chiudi
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Bhaktyā Labhya dāś
Devakī Rūpa devī dāsī
Ākarṣiṇī Rādhikā devī dāsī
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