12/09/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

Inizio martedì 15 settembre h 19:0 Corso Power Series 22° ediz.!

Inizio mercoledì 16 settembre h 19:30 Corso Power Series 23° ediz.!

BG XIII.1-2

Arjuna disse: Mio caro Kṛṣṇa, vorrei sapere che cosa sono la prakṛti [la natura], il puruṣa [il beneficiario], il campo e il conoscitore del campo, la conoscenza e l’oggetto della conoscenza.
Dio, la Persona Suprema, rispose: Il corpo si chiama campo, o figlio di Kuntī, e chi conosce il corpo è il conoscitore del campo.
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SPIEGAZIONE: Arjuna chiede spiegazioni sulla prakṛti (la natura), il puruṣa (il beneficiario), lo kṣetra (il campo), lo kṣetra-jña (il conoscitore del campo), la conoscenza e l’oggetto della conoscenza. Kṛṣṇa gli risponde che il campo e il conoscitore del campo sono rispettivamente il corpo e colui che conosce il corpo.

Il corpo è il campo d’azione dell’anima condizionata, la quale, pur essendo prigioniera di questo mondo, si sforza di dominare la natura materiale. A questo scopo ottiene un corpo dotato di organi sensoriali specifici, che prende questo o quell’aspetto secondo la sua tendenza a dominare e a godere. Il corpo è dunque il campo d’azione (kṣetra) dell’anima condizionata, e il conoscitore del campo (kṣetra-jña) è chi conosce il corpo e s’identifica con esso. Non è difficile distinguere il campo dal suo conoscitore. Chiunque può constatare che il corpo passa dall’infanzia alla vecchiaia subendo numerosi cambiamenti, mentre la persona rimane sempre la stessa. Il conoscitore del campo d’azione è dunque ben diverso dal campo propriamente detto e l’anima condizionata può capire di essere distinta dal corpo, come spiegano le parole dehino ’smin yathā dehe all’inizio della Bhagavad-gītā {BG II.13}. L’essere che vive all’interno del corpo sa che questo cambia nel corso del tempo passando dall’infanzia all’adolescenza, dalla giovinezza alla vecchiaia.

Abbiamo detto che il proprietario del campo è lo kṣetra-jña. A volte si pensa: "sono felice", "sono arrabbiato", "sono un uomo", " sono una donna", "sono un cane", "sono un gatto", tutte designazioni corporee applicate al conoscitore del campo, che è completamente differente dal campo. Noi sappiamo bene di essere differenti dai nostri abiti, come dagli oggetti che ci circondano, così dovremmo facilmente capire che siamo distinti anche dal corpo di cui siamo rivestiti. Voi, io e chiunque altro abbia un corpo siamo gli kṣetra-jña, i conoscitori dello kṣetra, il campo d’azione.

I primi sei capitoli hanno descritto questo conoscitore del campo (l’essere individuale) e i modi in cui egli può comprendere il Signore Supremo. I sei capitoli successivi hanno descritto il Signore e la relazione che unisce l’anima individuale all’Anima Suprema nell’ambito del servizio devozionale; anche la supremazia di Dio e la posizione subordinata dell’anima individuale sono state chiaramente stabilite. Sempre subordinata, l’anima infinitesimale soffre perché ha dimenticato la sua posizione originale, ma quando compie atti virtuosi, si avvicina al Signore in vari modi, come fanno l’infelice, il curioso, chi cerca di arricchirsi o chi aspira alla conoscenza {BG.VII.16}. A partire da questo capitolo apprenderemo come l’individuo entra in contatto con la materia e come il Signore lo libera mediante l’azione interessata, lo sviluppo della conoscenza e il servizio di devozione. Questo capitolo ci spiegherà anche come l’anima finisce in qualche modo per essere vincolata al corpo pur essendone totalmente distinta. ▴ chiudi

Londra 12/09/1973

Un musicista, spinto dal suo attaccamento per la musica, cercherà di suonare in modo perfetto; l‘amore per la musica è alla base. Nello stesso modo quando servite Krishna e non avete amore per Lui, non potrete servirLo bene. Anch‘Egli non accetterà il vostro servizio se non sarà compiuto con grande amore e affetto.

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Corso Power Series 22° ediz.

15 (19:00) , 22 (19:00) , 29 (19:00)

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