BG II.29
Alcuni vedono l’anima come una meraviglia, altri la descrivono come una meraviglia, altri ancora ne sentono parlare come di una meraviglia, ma c’è chi non riesce a concepirla neanche dopo averne sentito parlare.
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SPIEGAZIONE: Poiché la Gītopaniṣad si fonda essenzialmente sui princìpi delle Upaniṣad, non stupisce trovare nella Kaṭha Upaniṣad (I.2.7) il verso seguente:
śravaṇayāpi bahubhir yo na labhyaḥ, śṛṇvanto ‘pi bahavo yaṁ na vidyuḥ
āścaryo vaktā kuśalo ‘sya labdhā, āścaryo ‘sya jñātā kuśalānuśiṣṭaḥ
Che l’anima infinitesimale occupi il corpo di un animale gigantesco e quello di un enorme albero baniano, oppure quello di miliardi di microbi presenti in ogni centimetro cubo di spazio, è certamente qualcosa di straordinario. Le persone di scarso sapere e coloro che non sono austeri non possono comprendere le meraviglie di questa scintilla spirituale dalle dimensioni infinitesimali, anche se l’argomento è spiegato dal più grande dei maestri, Śrī Kṛṣṇa, dal Quale anche Brahmā, il primo essere creato nel nostro universo, ha ricevuto gli insegnamenti. In quest’epoca, a causa di una visione troppo materialistica, la maggior parte della gente non può concepire che una particella così minuscola possa animare simultaneamente forme tanto grandi e tanto piccole.
Alcuni si meravigliano vedendo le caratteristiche dell’anima, altri semplicemente ascoltandone la descrizione. Illuso dall’energia materiale, l’individuo è costantemente assorto nella ricerca del piacere e non ha il tempo d’interrogarsi sulla propria identità spirituale, ma senza questa indispensabile conoscenza di sé, tutto ciò che fa nella sua lotta per l’esistenza è destinato a fallire. Probabilmente ignora che per mettere fine alle sofferenze materiali è necessario interessarsi all’anima.
Alcuni, sinceramente desiderosi di sentir parlare dell’anima, assistono a numerose conferenze su questo tema da parte di persone competenti, ma a volte, per ignoranza, fanno l’errore di considerare l’Anima Suprema e l’anima individuale un tutt’uno, senza distinzione di grandezza. È molto raro trovare qualcuno che abbia capito perfettamente la posizione dell’Una e dell’altra, le loro rispettive funzioni, la relazione che le unisce e i particolari che le riguardano. Ancor più raro è trovare qualcuno che abbia tratto pieno vantaggio dalla conoscenza dell’anima e sappia spiegare l’argomento, ma se in un modo o nell’altro riusciamo a capire la questione dell’anima, la nostra vita sarà un successo.
Il modo più semplice di capire l’anima è accettare le parole della Bhagavad-gītā, pronunciate da Kṛṣṇa, la massima autorità, senza farci sviare da altre teorie. Tuttavia, per poter accettare Kṛṣṇa come Dio, la Persona Suprema, bisogna aver compiuto molti sacrifici e grandi austerità in questa vita o nelle precedenti. In ogni caso, solo la misericordia incondizionata di un puro devoto ci permetterà di comprendere che Kṛṣṇa è la Persona Suprema.
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Sfoglie di farina integrale farcite di patate alle spezie
Gli alu paratha sono deliziosi se serviti con un piatto di verdure in umido e un raita, oppure con yogurt al naturale.
[0, La cucina degli Hare Krishna]
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Mayapur 6/2/1976
Le mosche vanno dove ci sono le piaghe, mentre le api vanno dove c‘è il nettare. Queste sono le due categorie: coloro che cercano i difetti e quelli che cercano le buone qualità. Ci sono molti mascalzoni che cercano solo i difetti, arrivando perfino a diffamare persone che possiedono molte buone qualità. Al contrario, la persona santa tende a minimizzare le mancanze, focalizzandosi solo sui lati positivi.
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