BG II.51
Dedicandosi a servire il Signore con devozione, i grandi saggi, i devoti, rinunciano in questo mondo ai frutti delle loro azioni. Si liberano così dal ciclo di nascita e morte e raggiungono una condizione esente da ogni sofferenza [tornando a Dio].
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SPIEGAZIONE: Gli esseri liberati appartengono a quel luogo dove non esistono sofferenze materiali. Lo Śrīmad-Bhāgavatam (10.14.58) afferma in proposito:
samāṣritā ye pada-pallava-plavaṁ
mahat-padaṁ puṇya-yaśo murāreḥ
bhavāmbudhir vatsa-padaṁ paraṁ padaṁ
padaṁ padaṁ yad vipadāṁ na teṣām
"L’oceano dell’esistenza materiale è paragonabile all’acqua contenuta nell’impronta dello zoccolo di un vitello per la persona che ha preso rifugio sul vascello dei piedi di loto di Mukunda, il Signore che accorda la liberazione (mukti) e nel Quale tutta la manifestazione cosmica riposa. Il suo traguardo è il luogo dove le sofferenze materiali non esistono (paraṁ padam, Vaikuṇṭha), non quello dove ad ogni passo s’incontrano nuovi pericoli."
L’ignoranza c’impedisce di vedere che l’universo materiale è un luogo di sofferenza, dove il pericolo è sempre in agguato. Solo l’ignoranza, infatti, spinge le persone poco illuminate a voler porre rimedio ai problemi dell’esistenza cercando in tutte le loro attività l’interesse personale e credendo così di trovare la felicità. Ignorano che nessun corpo materiale, in tutto l’universo, permette una vita esente da sofferenze. Tutti in questo mondo sono afflitti dalle sofferenze provocate dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla malattia e dalla morte, ma chi conosce la propria vera natura di servitore eterno del Signore e comprende quindi la posizione di Dio, la Persona Suprema, s’impegna con amore al Suo servizio. Si prepara così a raggiungere i pianeti Vaikuṇṭha, dove non esiste la triste vita materiale e neppure l’influenza del tempo e della morte.
Conoscere la propria natura significa anche riconoscere la sublime natura del Signore. Chi crede a torto che l’anima individuale sia allo stesso livello del Signore è immerso nelle tenebre ed è quindi incapace d’impegnarsi al Suo servizio con amore e devozione; cercherà piuttosto di diventare lui stesso il Signore, preparandosi così a trasmigrare da un corpo all’altro. Chi riconosce invece la propria condizione di servitore si mette al servizio di Kṛṣṇa e si qualifica per raggiungere il regno di Vaikuṇṭha. Il servizio offerto al Signore si chiama karma-yoga, buddhi-yoga o più semplicemente servizio di devozione.
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Mayapur 16/2/1977
In India si usava macinare il grano a mano quotidianamente. Le donne erano solite farlo; era un buon esercizio per loro. Questo le aiutava a rimanere belle e in forma. Al mattino cantavano Hare Krishna e macinavano al momento il quantitativo di cui avevano bisogno
Anche Yashodamayi lo faceva, nonostante fosse la regina di Nanda maharaja; che dire dunque delle altre donne? Frullare lo yoghurt e macinare il frumento erano i loro compiti. Era un impegno a tempo pieno. Siate sempre impegnati, altrimenti sarete portati a fare del gossip . “La mente oziosa è l‘officina del diavolo”
Corso Power Series 21° ediz.
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3 (19:30) , 10 (19:30) , domani 17 (19:30) , 24 (19:30)
Bhaktyā Labhya dāś
Devakī Rūpa devī dāsī
Ākarṣiṇī Rādhikā devī dāsī
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