Shri Namamrita
SRI NAMAMRTA 52
Il Signore Caitanya ha introdotto il mahā-mantra per contrastare la filosofia dell‘impersonalismo
[Il Signore Caitanya a PrabhodhānandaSarasvatī]: "La filosofia māyāvāda così degradata che ha ...
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BG III.3
Il Signore Supremo rispose: O Arjuna senza peccato, ho già spiegato che due sono le categorie di persone che cercano di realizzare il sé. Alcune sono inclini ad arrivarci con la speculazione filosofica empirica, altre con la pratica del servizio devozionale.
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SPIEGAZIONE: Nel verso trentanove del secondo capitolo {II.39} il Signore ha indicato due vie: il sāṅkhya-yoga e il karma-yoga o buddhi-yoga. Ora spiega le loro rispettive nature. Il sāṅkhya-yoga, ovvero lo studio analitico dello spirito e della materia, è la via di coloro che amano la riflessione speculativa e cercano di comprendere il mondo mediante la filosofia e la scienza sperimentale. Gli altri sono coloro che agiscono nella coscienza di Kṛṣṇa, come ha già indicato il verso sessantuno del secondo capitolo {II.61}. Il Signore ha spiegato inoltre, nel verso trentanove {II.39}, che agendo secondo i princìpi del buddhi-yoga (la coscienza di Kṛṣṇa) ci si può liberare dalle catene dell’azione e ha precisato che questo metodo è esente da imperfezioni. Nello stesso capitolo, verso sessantuno {II.61}, si afferma che il buddhi-yoga consiste nel dipendere interamente dall’Essere Supremo (nello specifico da Kṛṣṇa) e che applicando questo metodo diventa molto facile controllare i sensi. Ne consegue che queste due forme di yoga sono complementari, come la religione e la filosofia. Infatti, la religione senza filosofia è solo sentimentalismo e a volte fanatismo, e la filosofia senza religione è solo speculazione mentale.
Il traguardo finale rimane Kṛṣṇa, perché i filosofi che cercano con sincerità la Verità Assoluta giungono immancabilmente alla coscienza di Kṛṣṇa, come conferma anche la Bhagavad-gītā. Si tratta di comprendere la vera natura dell’anima individuale in relazione all’Anima Suprema. La via indiretta è la speculazione filosofica, che può gradualmente condurre alla coscienza di Kṛṣṇa, ma la via diretta consiste nel mettere tutto in relazione a Kṛṣṇa. Delle due la coscienza di Kṛṣṇa è migliore, perché non dipende da alcun processo filosofico per purificare i sensi; è purificatrice in se stessa e col metodo diretto del servizio di devozione è sublime e nel contempo semplice.
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Mumbai 4/3/1974
Dedicate la vostra vita a Krishna, questa è la perfezione. Anche se ci sono delle mancanze, dedicare la propria vita al Signore Supremo sarà un atto nobile. Forse, a causa delle nostre cattive abitudini, potremo commettere degli errori ma, nonostante ciò, una vita dedicata a Dio è sublime.
New York 04/03/1966: BG II.11
Prabhupāda: Quindi Kṛṣṇa è identificato, come Bhagavān. Bhagavān significa che nessuno può superare la Sua conoscenza. Perché ho già dato la definizione di Bhagavān, che una personalità che ha colmo tutte le opulenze - ricchezza, forza, fama e conoscenza, bellezza e rinuncia - è Dio. Quindi in questo momento, in cui le persone sono senza Dio, credo che questa definizione sia convincente. Se si scopre una personalità che ha ottenuto tutte queste ricchezze è Dio. Allora sarà molto difficile presentare un uomo comune come Dio.
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