BG III.36
Arjuna disse: O discendente di Vṛṣṇi, che cosa spinge una persona a peccare, anche contro la sua volontà, come se vi fosse costretta?
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SPIEGAZIONE: L’essere vivente, parte integrante del Supremo, è in essenza spirituale, puro e libero da ogni contaminazione. Per natura, dunque, non è soggetto ai peccati di questo mondo, ma a contatto con la materia si abbandona senza esitazione a ogni sorta di attività peccaminose, spesso contro la sua volontà. La domanda di Arjuna sulla natura perversa degli esseri viventi è dunque particolarmente interessante. L’individuo si vede a volte costretto a commettere misfatti senza volerlo, ma questi atti colpevoli non sono provocati dall’Anima Suprema, hanno una causa ben diversa, come il Signore spiegherà nel prossimo verso. ▴ chiudi
Hawaii 24/3/1969
Quando si parla di Radha-Krishna, possiamo notare che il nome di Radha viene pronunciato per primo, perché? Nessuno può essere un devoto migliore di Radharani. Quando è presente il nome di Radha, Krishna è più soddisfatto. Se glorifichiamo in questo modo i devoti e il loro carattere prima del Signore, Egli è più soddisfatto che di quando viene glorificato direttamente.
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Bhaktyā Labhya dāś
Devakī Rūpa devī dāsī
Ākarṣiṇī Rādhikā devī dāsī
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