27/06/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

BG VIII.14

Grazie al suo costante impegno nel servizio devozionale, la persona che si ricorda sempre di Me, senza mai deviare, Mi raggiunge facilmente, o figlio di Pṛthā.
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SPIEGAZIONE: Questo verso tratta in particolare della destinazione finale raggiunta dai puri devoti del Signore che Lo servono praticando il bhakti-yoga. I versi del capitolo precedente descrivevano quattro categorie di persone che si avvicinano a Dio –l’infelice, il curioso, chi cerca guadagni materiali e il filosofo speculativo– ed elencavano anche diversi metodi di liberazione dalla materia, come il karma-yoga, il jñāna-yoga e l’haṭha-yoga. Ciascuna di queste pratiche contiene una parte di bhakti, ma qui è il puro bhakti-yoga che Kṛṣṇa ci descrive, esente da ogni traccia di jñāna, karma o haṭha. Come suggerisce la parola ananya-cetāḥ, il devoto situato nella pura bhakti non desidera nient’altro che Kṛṣṇa. L’elevazione ai pianeti celesti, la fusione nel brahmajyoti, la salvezza, la liberazione dalle sofferenze materiali non gli interessano. La Caitanya-caritāmṛta definisce questo devoto col nome di niṣkāma, libero da qualsiasi desiderio personale. Solo lui conosce la pace vera, che non sarà mai raggiunta da chi persegue il proprio interesse. Mentre il jñāna-yogī, il karma-yogī o l’haṭha-yogī hanno desideri personali, il puro bhakta non desidera altro che soddisfare il Signore, così Lo raggiunge facilmente, come il Signore stesso gli promette.

Il puro devoto può scegliere di offrire il Suo servizio e il suo amore a una delle svariate forme trascendentali della Persona Suprema, come Rāma, Nṛsiṁha o altre espansioni plenarie e avatāra, e non incontrerà mai alcuna delle difficoltà che assillano gli adepti degli altri yoga. Il bhakti-yoga è puro, semplice e di facile applicazione. Si può cominciare a servire il Signore semplicemente cantando Hare Kṛṣṇa. Come abbiamo già visto, il Signore prodiga la Sua misericordia a tutti, in particolare a coloro che Lo servono senza lasciarsi distrarre e li aiuta in vari modi. I Veda (Kaṭha Upaniṣad 1.2.23) dicono: yam evaiṣa vṛṇute tena labhyas / tasyaiṣa ātmā vivṛṇute tanuṁ svām, colui che è pienamente sottomesso al Signore Supremo e Lo serve con devozione può conoscerLo così com’è. La Bhagavad-gītā (10.10) afferma: dadāmi buddhi-yogaṁ tam, il Signore da al Suo devoto l’intelligenza necessaria per raggiungerLo nel regno spirituale.

La qualità peculiare del puro devoto è la sua capacità di fissare i pensieri su Kṛṣṇa in qualunque luogo e circostanza. Niente può ostacolarlo, perché egli è capace di offrire il suo servizio al Signore in ogni momento e in ogni luogo. Si dice a volte che il devoto dovrebbe vivere nei luoghi santi, come Vṛndāvana, o in qualche altra località dove il Signore ha vissuto, ma il puro devoto può vivere dappertutto e ricreare col suo servizio devozionale l’atmosfera spirituale di Vṛndāvana. Śrī Advaita illustrò questo concetto con le seguenti parole rivolte a Caitanya Mahāprabhu: "Ovunque Tu sia, mio Signore, là si trova Vṛndāvana."

Questo ricordo costante di Kṛṣṇa, questa meditazione ininterrotta, è suggerita dalle parole satatam e nityaśaḥ, che significano "sempre", "regolarmente", "ogni giorno". Tale assorbimento è la caratteristica del puro devoto, per il quale il Signore diventa facilmente accessibile. Sopra ogni altra forma di yoga c’è il bhakti-yoga, che la Gītā raccomanda.

Si considerano generalmente cinque tipi di bhakti-yogī: 1) il śānta-bhakta, che serve Kṛṣṇa in una relazione neutra; 2) il dāsya-bhakta, che Lo serve come un servitore serve il suo maestro; 3) il sakhya-bhakta, che Lo serve come un amico; 4) il vātsalya-bhakta, che Lo serve come i genitori servono il figlio; 5) il mādhurya-bhakta, che Lo serve in una relazione d’amore coniugale. Qualunque sia la natura della relazione, il puro devoto s’immerge costantemente, con amore, nel servizio trascendentale al Signore Supremo e non può mai dimenticarLo. È dunque senza fatica che Lo raggiunge. Come il Suo devoto, che non Lo dimentica neppure per un secondo, il Signore non dimentica mai il Suo devoto. Questa è la sublime benedizione conferita, nell’ambito della coscienza di Kṛṣṇa, dal canto del mahā-mantra: Hare Kṛṣṇa, Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa, Hare Hare / Hare Rāma, Hare Rāma, Rāma Rāma, Hare Hare. ▴ chiudi

San Francisco 27/6/1971

Quando i nostri occhi saranno unti col balsamo dell‘amore per Dio, potremo vederLo ovunque. Dovremmo migliorare dunque la nostra vista sviluppando l‘amore per Dio. Quando la propria coscienza di Krishna sarà adeguatamente sviluppata, potremo vederLo in qualsiasi momento sia all‘interno del nostro cuore che in ogni altro luogo.

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