29/06/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

BG VIII.16

Tutti i pianeti del mondo materiale, dal più alto al più basso, sono luoghi di miseria dove nascita e morte si susseguono ripetutamente, ma chi raggiunge la Mia dimora, o figlio di Kuntī, non rinasce più.
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SPIEGAZIONE: I differenti yogī –karma-yogi, jñāna-yogi, haṭha-yogi e altri– dovranno tutti, prima o poi, arrivare alla perfezione devozionale del bhakti-yoga, la coscienza di Kṛṣṇa, se vogliono raggiungere la dimora assoluta di Kṛṣṇa e mai più tornare nell’universo materiale. Anche coloro che vanno sui pianeti dei deva, i pianeti materiali più evoluti, restano prigionieri del ciclo di nascite e morti; infatti, mentre alcuni si elevano dalla Terra fino ai pianeti celesti, come Brahmaloka, Candraloka e Indraloka, altri si degradano e lasciano questi luoghi di delizie per tornare sulla Terra. La pratica del sacrificio conosciuto come pañcāgni-vidyā, raccomandata nella Chāndogya Upaniṣad, permette di raggiungere Brahmaloka, ma se chi vi approda non coltiva la coscienza di Kṛṣṇa, dovrà inevitabilmente tornare sulla Terra. Chi invece, durante il soggiorno sui pianeti superiori, progredisce nella coscienza di Kṛṣṇa andrà su pianeti sempre più evoluti finché, venuto il tempo della distruzione universale, sarà trasferito al regno eterno di Dio. Śrīdhara Svāmī cita questo verso nel suo commento alla Bhagavad-gītā:

brahmaṇā saha te sarve, samprāpte pratisañcare
parasyānte kṛtātmānaḥ, praviśanti paraṁ padam

"Al momento della devastazione universale Brahmā e i suoi fedeli, tutti costantemente assorti nella coscienza di Kṛṣṇa, vengono trasferiti nel mondo spirituale e raggiungono, secondò i loro desideri, un particolare pianeta." ▴ chiudi

CBY3 Liv.1 - Special - Lezione 11

Oggi alle 19:00

Corso Gîtâ Mañjarî 14° ediz. Cap. 10

Oggi alle 19:30

Mayapur 29/6/1973

Un vecchio è seduto vicino a sua moglie, la quale chiede all‘anziano marito: “Canta, canta, canta! (Chant, chant, chant)”. Il marito risponde: “Non posso, non posso, non posso! (Can‘t, can‘t, can‘t)”. Qualche tempo fa vidi questa vignetta. Egli diceva per tre volte “Non posso (can‘t)” ma non “Krishna, Krishna, Krishna”.

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Corso Gîtâ Mañjarî 14° ediz.

1 (19:30) , 8 (19:30) , 15 (19:30) , 22 (19:30) , 29 (19:30)

Corso Tulasî Mañjarî 11° ediz.

18 (19:15) , 25 (19:15)

Corso Bhakti Yoga 2° ediz.

2 (19:30) , 9 (19:30) , 16 (19:30) , 23 (19:30) , domani 30 (19:30)

Corso Bhakti Yoga 3° ediz.

1 (19:00) , 8 (19:00) , 15 (19:00) , 22 (19:00) , 29 (19:00)



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