Shri Namamrita
Messaggio di Meditazione Giornaliera – Birmingham, 9 maggio 2026
Cantare il mahā-mantra con fede e devozione per liberarsi dalla contaminazione materiale
“Qualsiasi persona in qualsiasi luogo può ...
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BG X.42
Ma a che servono, Arjuna, tutti questi particolari? Con un solo frammento della Mia persona pervado e sostengo l’universo intero.
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SPIEGAZIONE: Il Signore entra in ogni cosa sotto forma di Anima Suprema e Si manifesta in tutto l’universo materiale. È inutile, Kṛṣṇa dice ad Arjuna, vedere la grandezza e l’eccellenza delle cose singolarmente, si deve sapere che tutte esistono solo grazie all’Anima Suprema presente in ognuna di esse. Da Brahmā, l’essere più gigantesco, fino alla minuscola formica, tutti esistono solo perché il Signore è in loro e li sostiene.
C’è una missione in India che propaga una teoria secondo cui sarebbe possibile raggiungere Dio, il traguardo supremo, adorando qualsiasi deva. Questo capitolo {BG X}, invece, intende prendere le distanze dal culto dei deva, perché anche i più grandi di loro, Brahmā e Śiva, rappresentano appena un frammento della grandezza del Signore. Kṛṣṇa è l’origine di tutto ciò che nasce e, come indica il termine asamaurdhva, nessuno Lo eguaglia o Gli è superiore. Il Padma Purāṇa ci avverte che mettere Śrī Kṛṣṇa sullo stesso piano dei deva, fossero anche Brahmā o Śiva, fa di noi degli atei. Studiando invece coscienziosamente le descrizioni delle opulenze divine di Śrī Kṛṣṇa e le manifestazioni delle Sue energie, comprenderemo senza il minimo dubbio la Sua posizione; potremo allora fissare su di Lui la mente e adorarLo senza mai deviare. Il Signore è onnipresente, perché penetra in ogni essere e in ogni cosa nella forma della Sua rappresentazione parziale, l’Anima Suprema. Consapevoli di questo, i puri devoti si concentrano nel servizio di devozione, in piena coscienza di Kṛṣṇa, e rimangono, sempre sul piano trascendentale.
I versi dall’otto all’undici di questo capitolo {BG X.8-11} definiscono chiaramente il servizio devozionale e l’adorazione di Kṛṣṇa, tracciando la via della pura bhakti. L’intero capitolo ha comunque descritto nei particolari il modo di raggiungere la più alta perfezione devozionale, l’unione col Supremo, Śrīla Baladeva Vidyābhūṣaṇa, grande ācārya nella successione di maestri che risale a Kṛṣṇa, conclude così il suo commento a questo capitolo:
yac-chakti-leśāt suryādyā, bhavanty aty-ugra-tejasaḥ
yad-amśena dhṛtam viśvam, sa kṛṣṇo daśame ’rcyate
Śrī Kṛṣṇa è degno della nostra adorazione, perché dalla Sua formidabile energia anche il potente sole trae la sua forza e con una Sua emanazione parziale Egli sostiene il mondo intero.
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Bhaktyā Labhya dāś
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