BG XV.15
Sono nel cuore di ogni essere e da Me vengono il ricordo, la conoscenza e l’oblio. Il fine di tutti i Veda è conoscerMi. In realtà, sono Colui che conosce i Veda e Colui che ha composto il Vedānta.
▴ chiudi
SPIEGAZIONE: Il Signore Supremo Si trova nel cuore di tutti gli esseri sotto forma di Paramātmā ed è l’origine di tutte le loro azioni. L’essere condizionato ha dimenticato ogni cosa della sua vita precedente, perciò deve agire secondo le direttive del Signore, testimone di tutte le sue opere. Grazie al Signore, che gli fornisce la conoscenza necessaria, ma anche il ricordo e l’oblio, riprende ad agire secondo le azioni compiute nella vita precedente. Il Signore, dunque, non solo Si estende dappertutto, ma è anche presente nel cuore di ogni essere e gli concede i frutti dei suoi atti interessati.
Il Signore non è adorato solo come Brahman impersonale, come Dio, la Persona Suprema, o come Paramātmā localizzato, ma anche nella forma dei Veda. I Veda danno all’umanità il giusto orientamento che permette di modellare la vita in funzione del ritorno a Dio, nella dimora eterna. Essi offrono la conoscenza di Dio, Śrī Kṛṣṇa, il Quale nella persona dell’avatāra Vyāsadeva compilò il Vedānta-sūtra, di cui lo stesso Vyāsadeva diede il commento, lo Śrīmad-Bhāgavatam, al fine di spiegarne il contenuto e il vero significato. Il Signore non è limitato in niente, così, per aiutare l’anima condizionata a liberarsi Si preoccupa del suo nutrimento e della sua digestione, è il testimone dei suoi atti, le offre la conoscenza nella forma dei Veda e come Persona Suprema insegna la Bhagavad-gītā. Dio è dunque infinitamente buono e misericordioso, degno dell’adorazione di tutti.
Antaḥ-praviṣṭaḥ śāstā janānām: non appena lascia il corpo l’individuo dimentica tutto, ma per la grazia del Signore riprende le sue attività nella vita seguente. Sebbene egli non ricordi nulla della vita passata, il Signore gli fornisce l’intelligenza necessaria per ricominciare le sue attività là dove le aveva lasciate nella vita precedente. L’essere condizionato non solo riceve le direttive che gli permettono di provare la gioia e il dolore in questo mondo, ma riceve anche la possibilità di capire i Veda. Infatti, se mostra una sincera volontà di comprendere il sapere vedico, Kṛṣṇa gli dà l’intelligenza necessaria.
Perché Kṛṣṇa presenta la conoscenza vedica? Perché tutti hanno bisogno di conoscere Dio. I Testi vedici lo confermano: yo ’sau sarvair vedair gīyate. Del resto tutte le Scritture vediche (i quattro Veda, il Vedānta-sūtra, le Upaniṣad, i Purāṇa, ecc.) celebrano le Sue glorie. Si può dunque raggiungere il Signore Supremo compiendo i riti vedici, discorrendo della filosofia vedica e anche adorandoLo nell’ambito del servizio devozionale. I Veda, come abbiamo visto, mirano a farci comprendere Kṛṣṇa e a questo scopo forniscono tutte le istruzioni necessarie e il metodo appropriato. Il traguardo finale è Dio, la Persona Suprema, e il Vedānta-sūtra (1.1.4) lo conferma: tat tu samanvayāt. Si può raggiungere la perfezione in tre tappe: comprendere i Testi vedici per sapere quale relazione ci unisce a Dio, la Persona Suprema, avvicinarLo con i metodi prescritti e infine raggiungerlo, perché Lui è l’obiettivo supremo. Questo verso definisce chiaramente l’oggetto, il significato e lo scopo dei Veda.
▴ chiudi
Corso Power Series 22° ediz.
6 (19:00) , 13 (19:00) , 20 (19:00) , domani 27 (19:00)
Corso Power Series 23° ediz.
7 (19:30) , 14 (19:30) , 21 (19:30) , 28 (19:30)
Corso Bhakti Yoga 2° ediz.
6 (19:30) , 13 (19:30) , 20 (19:30) , domani 27 (19:30)
Corso Bhakti Yoga 3° ediz.
5 (19:00) , 12 (19:00) , 19 (19:00) , oggi 26 (19:00)
Bhaktyā Labhya dāś
Devakī Rūpa devī dāsī
Ākarṣiṇī Rādhikā devī dāsī
web: www.usci.life
ufficio.sdc@gmail.com
2021 | © USCI – All rights reserved