12/10/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

BG XIV.16

Il frutto dell’azione pia, compiuta nella virtù, è puro, mentre l’azione compiuta nella passione genera sofferenza e quella compiuta nell’ignoranza porta alla stupidità.
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SPIEGAZIONE: Il frutto delle azioni pie dettate dalla virtù è puro ed è per questo motivo che i saggi, liberi dall’illusione, conoscono la felicità. Le azioni che nascono dalla passione provocano invece sofferenza, perché ogni atto che mira solo al piacere materiale è destinato al fallimento. Se, ad esempio, un impresario vuole costruire un grattacielo, dovrà imporre notevoli sofferenze a un grande numero di uomini. Chi finanzia l’opera dovrà fare grandi sforzi per mettere insieme i fondi necessari e gli operai dovranno sottoporsi, come schiavi, al pesante lavoro di costruzione. La Bhagavad-gītā afferma quindi che ogni attività compiuta nella passione comporta sempre grandi sacrifici. Si prova forse un senso di soddisfazione al pensiero di possedere una certa somma di denaro o una casa, ma non si tratta di vera felicità.

Quanto alle azioni dettate dall’ignoranza, poiché il loro autore è privo di qualsiasi conoscenza, nell’immediato generano sofferenza e nel futuro la caduta tra le specie animali. La vita delle bestie è sempre miserabile, anche se, sotto l’influsso di māyā, esse non se ne rendono conto. Nasce dall’ignoranza anche l’abbattimento degli animali. Chi prende parte a questa carneficina ignora che in una vita futura gli animali che ora massacra otterranno un corpo con cui potranno uccidere i loro assassini. Questa è la legge della natura. Nella società umana un omicida dev’essere condannato a morte: così vuole la legge. Per ignoranza, la gente non riesce a capire che l’universo materiale è come un grande Stato in cui il Signore è il sovrano supremo. Ogni essere creato è figlio di Dio, e Dio non tollera che neppure una formica sia uccisa, così, in nessun caso un assassinio rimarrà impunito. L’abbattimento degli animali per il piacere della lingua rappresenta dunque la più grossolana forma d’ignoranza. L’uomo non ha alcun bisogno di uccidere le bestie per nutrirsi, perché Dio gli fornisce una grande varietà di alimenti deliziosi; ciò nonostante, se persiste nel mangiare carne agisce sotto l’influsso dell’ignoranza e si prepara un avvenire molto tenebroso.

Di tutti gli abbattimenti di animali, il più ignobile è quello della mucca, che col suo latte ci procura grande benessere; ucciderla è un atto di profonda ignoranza. Nelle Scritture vediche (Ṛg Veda 9.4.64) le parole gobhiḥ prīṇita-matsaram significano che se una persona, dopo essersi pienamente soddisfatta col latte della mucca, desidera ucciderla, vive nell’ignoranza più nera. Sempre negli Scritti vedici (Viṣṇu Purāṇa 1.19.65) c’è una preghiera che sottolinea l’importanza della protezione delle mucche e dei brāhmaṇa:

namo brahmaṇya-devāya, go-brāhmaṇa-hitāya ca
jagad-dhitāya kṛṣṇāya, govindāya namo namaḥ

"Signore, Tu sei l’amico benevolo delle mucche, dei brāhmaṇa, dell’umanità e del mondo intero." I brāhmaṇa simboleggiano l’educazione spirituale e la mucca, per via del suo latte, è il simbolo dell’alimento più prezioso, perciò bisogna proteggerli entrambi: questa è la caratteristica di una società avanzata.
Nel mondo moderno si trascura l’educazione spirituale e s’incoraggia l’abbattimento delle mucche, è facile capire quindi che l’umanità procede nella direzione sbagliata e si apre la strada verso la propria condanna. Una società che porta i cittadini a rinascere tra le specie animali non merita certo il nome di società umana. Purtroppo oggi la gente è dominata dalla passione e dall’ignoranza, e poiché la nostra epoca è piena di pericoli, i responsabili di ogni nazione farebbero bene a offrire ai loro concittadini la coscienza di Kṛṣṇa, metodo semplice che salverebbe l’umanità dal peggiore dei mali. ▴ chiudi

CBY3 Liv.2 - Modulo 8 parte 2 - Lezione 8

Oggi alle 19:00

Manila 12/10/1972

Se ponete del burro vicino al fuoco questo si scioglierà automaticamente. Nello stesso modo, la donna è considerata come il fuoco e l‘uomo come il burro; è una cosa naturale. Colui che rimane indisturbato, tuttavia, è chiamato dhira.

Diversi tipi di trascendentalisti
New York 12/10/1966: BG VII.18
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