16/10/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

BG XIV.26

Chi si assorbe completamente nel servizio devozionale, senza mai deviare, trascende subito le tre influenze della natura materiale e raggiunge il livello del Brahman.
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SPIEGAZIONE: In questo verso Kṛṣṇa risponde alla terza domanda di Arjuna su quale via si deve intraprendere per raggiungere il piano trascendentale. Questo mondo, come abbiamo visto, è mosso dai tre guṇa, ma non ci si deve lasciar turbare dai loro movimenti; invece di assorbirci in essi, è meglio concentrarsi sulle attività relative a Kṛṣṇa. Praticare il bhakti-yoga significa agire solo per Kṛṣṇa, e Kṛṣṇa include anche le Sue innumerevoli emanazioni plenarie, come Rāma e Nārāyaṇa. Servendo una qualsiasi forma di Kṛṣṇa o delle Sue emanazioni plenarie, si raggiunge il livello assoluto e si trascendono i guṇa, perché tutte le Sue forme sono perfettamente spirituali, eterne, piene di conoscenza e felicità. In ognuna di queste forme il Signore manifesta la Sua onnipotenza, la Sua onniscienza e anche tutte le altre Sue qualità trascendentali. Se ci dedichiamo quindi al servizio di Kṛṣṇa o delle Sue emanazioni plenarie con una determinazione inflessibile, supereremo facilmente i tre guṇa, pur essendo questo un compito assai difficile. Il settimo capitolo lo ha già affermato: chi si abbandona a Kṛṣṇa trascende subito l’influenza dei guṇa {BG VII.14}.

Essere coscienti di Kṛṣṇa, cioè praticare il servizio di devozione, significa ottenere una natura simile a quella di Kṛṣṇa, che Egli definisce eterna, onnisciente e gioiosa. Come la pepita fa parte della miniera d’oro e ne condivide le caratteristiche, così l’essere vivente è parte integrante del Signore Supremo e di conseguenza la sua natura spirituale è qualitativamente uguale a quella di Kṛṣṇa. L’essere, tuttavia, resta sempre distinto dal Signore, se così non fosse non avrebbe senso parlare di bhakti-yoga, che richiede la presenza del Signore, quella del Suo devoto e il loro scambio d’amore. Dato che Dio, la Persona Suprema, e l’essere vivente sono due identità ben distinte, ciascuna con una propria individualità, il bhakti-yoga ha ragion d’essere. D’altra parte, se non si è situati sullo stesso piano assoluto del Signore non Lo si può servire. Come si potrebbe diventare servitori del re senza averne i requisiti? È necessario quindi elevarsi al piano del Brahman, dove si è liberi da ogni contaminazione materiale. Gli Scritti vedici dicono: brahmaiva san brahmāpy eti. Si raggiunge il Brahman Supremo diventando Brahman, cioè qualitativamente uno col Brahman. Mai però si perde la propria identità eterna di anima spirituale individuale. ▴ chiudi

Johannesburg 16/10/1975

Che comfort si può trovare vivendo in un grattacielo? Io penso che sia una prigione meccanica.

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