BG VII.1
Dio, la Persona Suprema, disse: O figlio di Pṛthā, ascolta ora in che modo praticando lo yoga con la coscienza e la mente fissa in Me potrai conoscerMi pienamente, libero da ogni dubbio.
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SPIEGAZIONE: Questo capitolo presenta la coscienza di Kṛṣṇa in tutti i suoi aspetti. Kṛṣṇa possiede all’infinito tutte le perfezioni e queste pagine ci descrivono come Egli le manifesta. Scopriremo inoltre le quattro categorie di persone fortunate che prendono rifugio in Kṛṣṇa e le quattro sfortunate che Lo rifiutano.
I primi sei capitoli hanno chiarito che l’essere vivente è un’anima spirituale distinta dalla materia e capace di realizzare la sua vera identità praticando una delle varie forme di yoga. La fine del sesto capitolo definiva l’assorbimento costante in Kṛṣṇa, la coscienza di Kṛṣṇa, come la più alta forma di yoga. In realtà, non si può realizzare pienamente la Verità Assoluta se non si concentrano tutti i pensieri in Kṛṣṇa. La realizzazione del brahmajyoti impersonale e quella del Paramātmā, presente nel cuore di ogni essere, sono incomplete in quanto permettono soltanto una conoscenza parziale della Verità Assoluta. La conoscenza perfetta e scientifica si trova in Kṛṣṇa, e tutto si rivela alla persona cosciente di Kṛṣṇa, la quale realizza, al di là di ogni dubbio, che Kṛṣṇa è la conoscenza finale. I vari metodi yoga sono solo altrettanti gradini che conducono alla coscienza di Kṛṣṇa, mentre la via diretta è la coscienza di Kṛṣṇa, che porta a conoscere automaticamente e nella loro integrità il brahmajyoti e il Paramātmā. La pratica di questo yoga supremo permette di conoscere tutto: la Verità Assoluta, gli esseri individuali, la natura materiale e ogni cosa che riguarda le loro differenti manifestazioni.
Si raccomanda in particolare d’intraprendere il sentiero dello yoga secondo le direttive date nell’ultimo verso del sesto capitolo. La concentrazione della mente in Kṛṣṇa, il Supremo, si ottiene con la pratica del servizio di devozione nelle sue nove forme, di cui la prima, l’ascolto (śravaṇam), è la più importante. È per questo motivo che nel verso Kṛṣṇa dice ad Arjuna "ascoltaMi" (tat chṛṇu). Kṛṣṇa è l’autorità suprema e ineguagliabile, ascoltarLo significa ricevere la migliore opportunità di diventare perfettamente consapevoli della Sua Persona.
Si deve dunque ricevere questa scienza suprema da Kṛṣṇa stesso o dal Suo puro devoto, non da un individuo pretenzioso privo di devozione e orgoglioso della sua preparazione accademica.
Lo Śrīmad-Bhāgavatam (1.2.17-21) spiega l’arte di acquisire la scienza di Kṛṣṇa, la Persona Suprema, la Verità Assoluta:
śṛṇvatāṁ sva-kathāḥ kṛṣṇaḥ, puṇya-śravaṇa-kīrtanaḥ
hṛdy antaḥ stho hy abhadrāṇi, vidhunoti suhṛt satām
naṣṭa-prāyeṣv abhadreṣu, nityaṁ bhāgavata-sevayā
bhagavaty uttama-śloke, bhaktir bhavati naiṣṭhikī
tadā rajas-tamo-bhāvāḥ, kāma-lobhādayaś ca ye
ceta etair anāviddhaṁ, sthitaṁ sattve prasīdati
evaṁ prasanna-manaso, bhagavad-bhakti-yogataḥ
bhagavat-tattva-vijñānaṁ, mukta-saṅgasya jāyate
bhidyate hṛdaya-granthiś, chidyante sarva-saṁśayāḥ
kṣīyante cāsya karmāṇi, dṛṣṭa evātmanīśvare
"Ascoltare le narrazioni che si riferiscono a Kṛṣṇa dagli Scritti vedici o accostarsi direttamente ai Suoi insegnamenti attraverso la Bhagavad-gītā sono atti di per sé virtuosi. Il Signore, presente nel cuore di ognuno, agisce come un amico benevolo con il devoto che ascolta sempre le Sue glorie, e lo purifica. Questi sente allora risvegliare la conoscenza spirituale latente in sé e più ascolta le virtù di Kṛṣṇa descritte nello Śrīmad-Bhāgavatam e riportate dai devoti, più si consolida nel servizio di devozione. Più agisce con devozione, più si libera dalle influenze della passione e dell’ignoranza, e vede diminuire i suoi desideri materiali. Eliminate la cupidigia e l’avarizia, raggiunge la virtù pura, si sente ravvivato dal servizio di devozione e capisce pienamente la scienza di Dio. Il bhakti-yoga permette così di sciogliere il potente nodo degli attaccamenti materiali e di raggiungere subito la realizzazione perfetta (asaṁśayaṁ samagram) della Suprema Verità Assoluta, la Persona Divina."
In conclusione, si può capire la scienza di Kṛṣṇa solo ascoltandola da Kṛṣṇa o dal Suo devoto.
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Vrindavan 27/5/1977
Quando lasciai l‘India mi ripromisi che non sarei più tornato; ero riluttante a creare qualsiasi cosa qui. Tuttavia pensai: “almeno a Mayapur vorrei avere la mia...”(ride) “...ci sono così tanti Vaisnava che risiedono a Mayapur, a Vrindavana”. Feci la promessa: “non tornerò mai più qui”. Quello fu la mia decisione, ma Krishna voleva che tornassi. Ero abbastanza disgustato, e lo sono tutt‘ora, tuttavia ho acconsentito.
New York 27/05/1966: BG III.17-20
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