03/07/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

Shri Namamrita

“Connettersi a Kṛṣṇa, relazionarsi al Suo Santo Nome come a una persona e riconoscere il canto come una pratica indispensabile farà tutta la differenza.
Kṛṣṇa ... ▾ leggi+

BG VIII.28

Chi sceglie la via del servizio devozionale non si priva dei frutti che offrono lo studio dei Veda, i sacrifici, le austerità, gli atti caritatevoli, la ricerca filosofica e l’azione interessata. Con la sola pratica devozionale li ottiene tutti e alla fine raggiunge l’eterna e suprema dimora.
▴ chiudi

SPIEGAZIONE: Questo verso riassume il settimo e l’ottavo capitolo, che riguardano soprattutto la coscienza di Kṛṣṇa e il servizio di devozione. È essenziale studiare i Veda sotto la direzione di un maestro spirituale e accettare di vivere accanto a lui una vita di grande austerità. Il brahmacārī deve abitare nella casa del maestro come un umile servitore, fare la questua di casa in casa e portarla a lui, consumare i pasti solo dopo averne ricevuto il permesso e se un giorno questo permesso non dovesse arrivare, dev’essere pronto a digiunare. Questi sono alcuni princìpi vedici del brahmācarya.

Dopo aver studiato i Veda dall’età di cinque anni fino ai venti sotto la guida del maestro spirituale, il brahmacārī potrà diventare un uomo dal carattere perfetto. Lo studio dei Veda, infatti, non è un passatempo per pensatori sprofondati in poltrona, ma è destinato a formare uomini perfetti. Dopo avere ricevuto questa formazione, il brahmacārī può sposarsi e farsi una famiglia. Deve allora compiere vari sacrifici per continuare il suo progresso spirituale ed elargire la carità tenendo conto del momento, delle circostanze e della persona a cui sono destinati i doni; infatti, occorre distinguere bene, alla luce della Bhagavad-gītā, la carità che nasce dalla virtù, dalla passione o dall’ignoranza. Infine, al momento opportuno, egli lascia la vita familiare e sociale per abbracciare l’ordine del vānaprastha, in cui intraprende una severa ascesi: abita nella foresta, si veste con la corteccia degli alberi, non si rasa più e così via. Passando dal brahmācarya al gṛhastha-āśrama, poi dal vānaprastha-āśrama al sannyāsa, progredisce fino allo stadio più elevato dell’esistenza. Tra coloro che seguono questo sentiero alcuni andranno sui pianeti celesti, altri avanzeranno ulteriormente e raggiungeranno una destinazione spirituale: il brahmajyoti impersonale o i pianeti Vaikuṇṭha, oppure Kṛṣṇaloka. Questa è la via tracciata dalle Scritture vediche, ma la coscienza di Kṛṣṇa ha una particolarità straordinaria: permette di scavalcare in un colpo solo, con la pratica del servizio di devozione, tutti i riti inerenti ai quattro ordini menzionati sopra.

Le parole idaṁ viditvā indicano che bisogna cercare di comprendere gli insegnamenti di Kṛṣṇa contenuti nel settimo e nell’ottavo capitolo della Bhagavad-gītā studiandoli in compagnia dei devoti del Signore e non basandosi sull’erudizione o sulla speculazione intellettuale. Se una persona ha la fortuna di capire la Bhagavad-gītā in compagnia dei devoti, specialmente i capitoli compresi tra il settimo e il dodicesimo, che racchiudono l’essenza di questo Testo sacro, la sua vita diventa più gloriosa di quanto l’avrebbero resa tutti i sacrifici, le austerità, le carità e le speculazioni immaginabili, perché riceve i benefici di tutte queste attività semplicemente con la coscienza di Kṛṣṇa.

Se si ha anche solo un po’ di fede nella Bhagavad-gītā, è bene ascoltarne l’insegnamento da un devoto del Signore perché, come spiega l’inizio del quarto capitolo, solo lui può coglierne perfettamente il significato e la finalità. La fede consiste nello scegliere di ascoltare la Bhagavad-gītā da un devoto di Kṛṣṇa, piuttosto che perdersi nelle speculazioni mentali di commentatori non qualificati. Cercando e ottenendo la compagnia dei devoti arriveremo a studiare e a comprendere la Bhagavad-gītā; cominceremo allora a praticare il servizio di devozione, che dissipa tutti i nostri errori e dubbi su Kṛṣṇa, sulla Sua forma, il Suo nome, i Suoi divertimenti, le Sue attività e gli altri Suoi aspetti. Fissi nel suo studio, ne trarremo una grande gioia e alla fine raggiungeremo lo stadio in cui ci sentiremo sempre coscienti di Kṛṣṇa. Continuando nell’evoluzione spirituale, saremo inondati dall’amore per Kṛṣṇa ed è questa la perfezione più alta che ci condurrà fino a Goloka Vṛndāvana, la dimora di Kṛṣṇa nel mondo spirituale, dove gusteremo la felicità eterna. ▴ chiudi

Lettera a Rupanuga 03/07/1968

Chiunque porti Krishna costantemente all‘interno di sé, ovunque andrà trasformerà quel posto in un luogo sacro di pellegrinaggio.

gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug 2026
ago
set
ott
nov
dic

Corso Gîtâ Mañjarî 14° ediz.

6 (19:30) , 13 (19:30) , 20 (19:30) , 27 (19:30)

Corso Tulasî Mañjarî 11° ediz.

2 (19:15) , 9 (19:15) , 16 (19:15) , 23 (19:15) , 30 (19:15)

Corso Bhakti Yoga 2° ediz.

7 (19:30) , 14 (19:30)

Corso Bhakti Yoga 3° ediz.

6 (19:00) , 13 (19:00) , 20 (19:00)



USCI

Bhaktyā Labhya dāś
Devakī Rūpa devī dāsī
Ākarṣiṇī Rādhikā devī dāsī

web: www.usci.life
ufficio.sdc@gmail.com

Area riservata

corsista/servizio: log-in

Termini di utilizzo | Politica sulla riservatezza

Programmi riconosciuti dalla ISKCON:
Associazione Internazionale per la Coscienza di Kṛṣṇa
Prabhupada
Fondatore ācārya Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedānta Svāmī Prabhupāda

2021 | © USCI – All rights reserved