29/04/2026
Ufficio per lo sviluppo della congregazione in Italia (USCI)

Hare Kṛṣṇa Hare Kṛṣṇa, Kṛṣṇa Kṛṣṇa Hare Hare, Hare Rāma Hare Rāma, Rāma Rāma Hare Hare

BG V.16

Tuttavia, quando questa conoscenza che dissipa le tenebre dell’ignoranza illumina l’essere, tutto gli sarà rivelato, come il sole illumina ogni cosa quando spunta il giorno.
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SPIEGAZIONE: Coloro che dimenticano Kṛṣṇa sono certamente confusi, mentre chi è cosciente di Kṛṣṇa non lo è affatto. Nella Bhagavad-gītā si legge: sarvaṁ jñāna-plavena, jñānāgniḥ sarva-karmāṇi e na hi jñānena sadṛśam. La conoscenza è dunque tenuta sempre in grande considerazione e la conoscenza perfetta si ottiene con l’abbandono a Kṛṣṇa, come spiega il diciannovesimo verso del settimo capitolo {BG VII.19}: bahūnāṁ janmanām ante jñānavān māṁ prapadyate. Dopo numerosissime vite, chi ha il sapere perfetto si abbandona a Kṛṣṇa e vede ogni cosa rivelarsi come al sorgere del sole.

Ci si può perdere in molti modi. Credersi impudentemente Dio, per esempio, significa fare un tremendo tonfo nell’ignoranza più grossolana. Se fossimo Dio, come potremmo cadere sotto l’influsso dell’ignoranza? Se Dio fosse soggetto all’ignoranza, allora Satana, la personificazione dell’ignoranza, sarebbe più potente di Dio!

La vera conoscenza può essere raggiunta solo avvicinando una persona perfettamente cosciente di Kṛṣṇa. È dunque necessario cercare un maestro spirituale autentico e imparare sotto la sua guida che cos’è la coscienza di Kṛṣṇa, perché come il sole dissipa le tenebre, la coscienza di Kṛṣṇa è l’unica che possa rimuovere il velo dell’ignoranza.

Pur sapendo che l’anima è distinta dal corpo e trascende la materia, si potrebbe ignorare ciò che la distingue dall’Anima Suprema, ma la questione non sarà chiarita se non si prende rifugio in un rappresentante di Kṛṣṇa, in un maestro spirituale perfetto e autentico. Solo in questo modo potremo conoscere Kṛṣṇa e la relazione che ci unisce a Lui. Occorre notare qui che un autentico rappresentante di Dio non pretende mai di essere Dio, anche se in virtù della sua conoscenza di Dio gli si offre tutto il rispetto generalmente offerto al Signore stesso. Bisogna imparare bene a distinguere Dio dalle anime infinitesimali. Kṛṣṇa insegna nel secondo capitolo, dodicesimo verso {II.12}, che tutti gli esseri, come il Signore, hanno una loro individualità. Le anime sono sempre state distinte da Lui, lo sono ancora e lo resteranno anche dopo la liberazione. Se nelle tenebre della notte tutto sembra indistinto, quando sorge il sole l’identità di ogni cosa appare chiara. La vera conoscenza consiste dunque nel percepire nell’esistenza spirituale l’identità individuale di ogni essere. ▴ chiudi

Los Angeles 29/04/1973

Krishna è ovunque, questa è la visione dei devoti elevati. In effetti Egli è veramente ovunque, ma dal momento che la nostra visione non è così elevata, dovremmo sapere che Krishna è qui nel tempio. Poichè non abbiamo la capacità di vederLo in ogni luogo, dovremmo venire qui nel tempio per vederLo. "Krishna è gentilmente apparso in questo luogo in una maniera che mi permetta di vederLo. Qui c’è Krishna". Questa è la misericordia di Krishna. Questo è lo scopo del tempio.

New York 29/04/1966: BG II.59-69

L'argomento è che stiamo cercando di trasferire le nostre attività dalla piattaforma materiale a quella spirituale. Questa è l'idea di fondo. Quindi come vi ho già spiegato più volte piattaforma materiale significa viṣayāḥ. viṣayāḥ significa quattro cose: āhāra, nidrā, bhaya, maithuna - mangiare dormire difendersi e accoppiarsi. Questi sono chiamati viṣayāḥ. Ma se vogliamo raggiungere la piattaforma spirituale allora queste esigenze corporee dovremo almeno per il momento regolarci. Non possiamo godere della vita materiale senza alcuna restrizione e allo stesso tempo possiamo stare sulla piattaforma spirituale. Questo è il nocciolo della questione.
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