Shri Namamrita
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SRI NAMAMRTA 52
Il Signore Caitanya ha introdotto il mahā-mantra per contrastare la filosofia dell‘impersonalismo
[Il Signore Caitanya a PrabhodhānandaSarasvatī]: "La filosofia māyāvāda così degradata che ha scambiato i minuscoli esseri individuali per Dio, la Verità Suprema, ricoprendo col monismo la gloria e la supremazia della Verità Assoluta.”
Sfortunatamente, ŚrīpadaŚaṅkarācārya volle sostenere che i jīva-tattva, gli esseri individuali, sono uguali al Signore Supremo. Tutta la sua filosofia è quindi basata su un equivoco di fondo, e allontana la gente dalla missione della vita, spingendo tutti verso l‘ateismo. La missione della vita umana, così com’è descritta nella Bhagavad-gītā, consiste nel sottomettersi al Signore Supremo e nel diventare Suo devoto, ma la filosofia māyāvāda induce gli uomini a sfidare l‘esistenza stessa di Dio, la Persona Suprema, e a porsi nella posizione del Signore Supremo. In questo modo centinaia di migliaia di persone innocenti sono state sviate. [...] Sfortunatamente, la filosofia māyāvāda, che inganna la gente affermando che gli esseri individuali sono Dio, ha portato il caos in tutto il mondo e ha orientato quasi tutti gli uomini verso l‘ateismo. Coprendo così le glorie del Signore Supremo, i filosofi māyāvādī hanno reso il peggiore servizio alla società umana. Fu per neutralizzare le detestabili attività dei filosofi māyāvādī che ŚrīCaitanya introdusse il mahā-mantra HareKṛṣṇa.
harernāmaharernāma
harernāmaivakevalam
kalaunāstyevanāstyeva
nāstyevagatiranyathā
[C.C. - Ādi-līlā - 17.21]
"In quest‘era di discordia e ipocrisia l‘unico mezzo di liberazione è il canto del santo nome del Signore. Non c’è altro modo. Non c’è altro modo. Non c’è altro modo."
[C.C Adilila 7.120]
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BG III.3
Il Signore Supremo rispose: O Arjuna senza peccato, ho già spiegato che due sono le categorie di persone che cercano di realizzare il sé. Alcune sono inclini ad arrivarci con la speculazione filosofica empirica, altre con la pratica del servizio devozionale.
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Mumbai 4/3/1974
Dedicate la vostra vita a Krishna, questa è la perfezione. Anche se ci sono delle mancanze, dedicare la propria vita al Signore Supremo sarà un atto nobile. Forse, a causa delle nostre cattive abitudini, potremo commettere degli errori ma, nonostante ciò, una vita dedicata a Dio è sublime.
New York 04/03/1966: BG II.11
Prabhupāda: Quindi Kṛṣṇa è identificato, come Bhagavān. Bhagavān significa che nessuno può superare la Sua conoscenza. Perché ho già dato la definizione di Bhagavān, che una personalità che ha colmo tutte le opulenze - ricchezza, forza, fama e conoscenza, bellezza e rinuncia - è Dio. Quindi in questo momento, in cui le persone sono senza Dio, credo che questa definizione sia convincente. Se si scopre una personalità che ha ottenuto tutte queste ricchezze è Dio. Allora sarà molto difficile presentare un uomo comune come Dio.
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