Shri Namamrita
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SRI NAMAMRTA 12
Anche se non si è ricchi, si può agire per il benessere superiore della società umana e soddisfare il Signore Supremo predicando il mantra Hare Kṛṣṇa a tutti.
(Il Signore Caitanya ai Suoi Devoti): "Sono soltanto un giardiniere. Non ho né regno né grandi ricchezze. Ho solo qualche frutto e qualche fiore di cui Mi voglio servire per ottenere la pietà nel corso della Mia vita.”
Nel compiere attività benefiche per la società umana, Śrī Caitanya Mahāprabhu Si presenta come un uomo non molto ricco per indicare che un uomo non deve essere necessariamente ricco o opulento per agire a favore del benessere dell‘umanità. Talvolta gli uomini ricchi sono molto orgogliosi di poter compiere attività benefiche a favore della società, mentre altri non possono. Quando, per esempio, a causa della scarsità di piogge in India c‘è penuria di cibo, alcune persone appartenenti alla classe più abbiente sono orgogliose di offrire alimenti, facendo grandi piani con l‘aiuto del governo come se queste attività fossero sufficienti per portare beneficio alla popolazione. Supponiamo che non ci siano cereali. Come potrebbe l‘uomo ricco distribuire cibo? La produzione di cereali è completamente nelle mani di Dio. Se non ci fosse pioggia non ci sarebbero cereali, e i cosiddetti uomini ricchi non sarebbero in grado di distribuire cereali alla popolazione.
Per questa ragione il vero scopo della vita è quello di soddisfare Dio, la Persona Suprema. Nel suo Bhakti-rasāmṛta-sindhu Śrīla Rūpa Gosvāmī spiega che il servizio devozionale è tanto elevato da risultare benefico e propizio per ogni uomo. Śrī Caitanya Mahāprabhu dichiarò inoltre che per diffondere la bhakti e il culto del servizio devozionale nella società umana non è necessario essere molto ricchi. Chiunque può farlo, e se ne conosce l‘arte può rendere il più grande beneficio all‘umanità. Śrī Caitanya Mahāprabhu assume il ruolo di giardiniere perché, pur non essendo molto ricco, un giardiniere dispone di frutti e fiori. Qualsiasi persona può raccogliere frutti e fiori e soddisfare in questo modo il Signore Supremo col servizio devozionale, come è raccomandato nella Bhagavad-gītā (9.26)
Non si può soddisfare il Signore con la ricchezza, l‘opulenza o una posizione di prestigio, ma chiunque può raccogliere un piccolo frutto o un fiore e offrirli al Signore. Il Signore afferma che se qualcuno Gli presenta tale offerta con devozione Egli l‘accetterà e la mangerà. Quando Kṛṣṇa mangia, il mondo intero è soddisfatto. Nel Mahābhārata c‘è una storia che spiega in che modo, dopo che Kṛṣṇa ebbe mangiato, i sessantamila discepoli di Durvāsā Muni furono pienamente soddisfatti. Perciò è un fatto che se con la nostra vita (pranaih), con la nostra ricchezza (arthaih), la nostra intelligenza (dhiya) o le nostre parole (vaca) potremo soddisfare Dio, la Persona Suprema, l‘intero mondo diventerà felice. Il nostro primo dovere consiste quindi nel soddisfare Dio con le nostre azioni, con il nostro denaro e le nostre parole. È molto semplice. Anche se non si ha denaro, si può predicare il mantra Hare Kṛṣṇa a ogni persona. Si può andare in ogni luogo, in ogni casa e chiedere a ogni persona di cantare il mantra Hare Kṛṣṇa. Così la situazione nel mondo intero diventerà tranquilla e felice.
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BG IX.10
La natura materiale è una delle Mie energie e agisce sotto la Mia direzione, o figlio di Kuntī, generando tutti gli esseri mobili e immobili. Governato dalle sue leggi, il cosmo è creato poi annientato in un ciclo senza fine.
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Bhaktyā Labhya dāś
Devakī Rūpa devī dāsī
Ākarṣiṇī Rādhikā devī dāsī
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